| |
|
|
 |
Storia |
|
Il museo di Merano fu inaugurato nell’ottobre del 1900, negli ambienti messi a disposizione dalle Dame in Inglesi sulla Passeggiata d’Inverno.
Il nucleo delle collezioni era costituito dal lascito del medico meranese Franz Innerhofer (1847-1918), che fu anche il primo direttore del museo e presidente della Meraner Museumsverein (Associazione del Museo).
|

Franz Innerhofer nel 1885, in un ritratto dell’artista Josef Büche
|
L’intento di Innerhofer era creare una collezione di rilevaza regionale, che potesse competere con il vicino museo provinciale Ferdinandeum di Innsbruck. Il fulcro della collezione era perciò costituito dall’arte tirolese del medioevo e del barocco. I criteri di acquisizione divennero però più vasti ed eterogeni. Entrarono così a far parte dei fondi museali oggetti d’interesse storico e patriottico, come il ferro del cavallo di Andreas Hofer; antichi oggetti d’uso; costumi tipici; una raccolta numismatica; una collezione di minerali e fossili; una collezione di fotografie storiche … e molto altro.
Grazie a lasciti e donazioni di ospiti e meranesi il museo si arricchì di oggetti interessanti e curiosi, come la maschera funebre di Napoleone, la mummia egiziana o la collezione di armi del Sudan dell’avventuriero Rudolph Slatin Pascha. |

Franz Innerhofer ed il custode Platzer davanti all’ingresso del museo in via Galilei nel 1918
|
Dal 1911 il museo si trasferì in una nuova sede nell’edificio dell’asilo, nell’allora Jahnstraße, oggi via Galilei. Per più di ottant’anni (1911-1996) l’edificio di Via Galilei rimase la sede storica del museo civico, che molti meranesi ancora ricordano per averla visitata almeno in occasione della classica gita scolastica.
|

Una sala del museo di via Galilei
|
Nel 1921 l’Associazione del museo, impossibilitata a far fronte alle alte spese di mantenimento del museo, si vide costretta a cedere le collezioni al Comune. Con l’avvento del fascismo, seguirono anni difficili. Nel 1934 l’Associazione del Museo venne sciolta e la gestione del museo e della biblioteca passò alla Società Dante Alighieri. Alla Dante Alighieri si deve il primo inventario completo del museo. In quel periodo vennero però sottratte alla biblioteca diverse pubblicazioni, accusate di "antiitalianità".
Nel 1943, con l’avvento dei tedeschi, la gestione del Museo venne tolta alla Dante Alighieri e fu affidata all’avvocato Josef Prünster, che rimase direttore del Museo fino al 1978.
|

Palazzo Steinach, futura sede del Museo civico di Merano
|
Attualmente sono in corso i lavori per la nuova sede del museo in piazza Steinach.
Una parte delle collezioni è esposta nei locali dell’ex albergo Aquila Rossa, in via delle Corse 42/a.
|
|
|