Ex distributore AGIP: il Comune punta su una soluzione sostenibile

Il Comune di Merano avvia approfondimenti tecnici ed economici per definire una soluzione sostenibile e realizzabile che recuperi e valorizzi l’ex stazione di servizio AGIP di via Piave. La sindaca Zeller: “L’edificio ha un importante valore architettonico".

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04/02/2026

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Il Comune di Merano avvia approfondimenti tecnici ed economici per definire una soluzione sostenibile e realizzabile che recuperi e valorizzi l’ex stazione di servizio AGIP di via Piave. La sindaca Zeller: “L’edificio ha un importante valore architettonico".

Il futuro dell'ex stazione di servizio AGIP in via Piave, chiusa da circa 20 anni, rimane un tema di attualità nella politica comunale di Merano. 

GruppenfotoDa sinistra: il capo di Gabinetto Gabriel Daum, il direttore della ripartizione edilizia e servizi tecnici Markus Kolhaupt, il vicesindaco Nerio Zaccaria e la sindaca Katharina Zeller.“Siamo fermamente determinati a trovare una soluzione che dia nuova vita all'edificio”, ha dichiarato oggi la sindaca Katharina Zeller durante la conferenza stampa dell’esecutivo. "Data l'importanza dell'area per il paesaggio urbano, è assolutamente necessario un approccio strutturato. Riteniamo che, prima di definire eventuali misure, sia necessario condurre studi più approfonditi."

"L'edificio è degli anni '50 e venne progettato dall'ingegner Piero Richard (vedi foto) sulla base del modello elaborato dall'architetto Mario Bacciocchi. Oggi lo stabile si trova oggi in uno stato di grave degrado. Dopo l'acquisto dell'immobile da parte del Comune nel 2016, al prezzo di 160.000 euro e con l'obbligo di garantirne un uso pubblico, sono stati discussi diversi modelli di utilizzo", ha chiarito il vicesindaco Nerio Zaccaria.

“L'edificio ha un importante valore architettonico e pertanto sono contraria a un intervento di demolizione e ricostruzione. A mio avviso, il sito non è adatto a scopi residenziali, in particolare a causa della vicinanza all'edificio residenziale esistente, che renderebbe ancora più difficile un progetto di questo tipo. A ciò si aggiungono notevoli sfide finanziarie: oltre agli elevati costi di ristrutturazione, è necessaria anche una costosa bonifica dell'intera area. Una bonifica, che in caso di demolizione e di una conseguente nuova edificazione a scopo residenziale, diventerebbe ancora più invasiva e più onerosa per le casse comunali”.

"Desideriamo affrontare il progetto in tempi brevi, ma è una questione di fondi, poiché dobbiamo realizzare anche molti altri progetti importanti. D’intesa con gli uffici provinciali competenti stiamo ora pianificando di avviare una serie di analisi tecniche ed economiche per creare una base decisionale solida. L'obiettivo è quello di rendere comparabili diverse opzioni nei prossimi mesi e di sviluppare un utilizzo sostenibile a lungo termine per la comunità di Merano. Parallelamente, valuteremo la possibilità di ricorrere a finanziamenti europei".

“Siamo naturalmente aperti a proposte da parte di privati e associazioni, come quella che ci ha recentemente sottoposto Merano Arte: un'idea potrebbe essere, ad esempio, quella di ristrutturare l'edificio e utilizzarlo come spazio pubblico per la presentazione di concorsi di architettura, per l’organizzazione di seminari sul tema dello sviluppo urbano sostenibile e in generale per la divulgazione della cultura del costruire”, ha affermato Zeller.

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Ultimo aggiornamento: 04/02/2026, 14:22

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